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Ecco
le domande che più frequentemente ci vengono poste dai
tecnici sul trattamento della oscoliosi:
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| Ruolo della cinesiterapia, le prove di
efficacia, i metodi. |
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Qual è il ruolo
della cinesiterapia nel trattamento della scoliosi
Nel trattamento
della
scoliosi crediamo sia possibile realizzare un approccio di tipo medico,
vale a dire una metodologia che propone obbiettivi terapeutici
attendibili, per offrire benefici al paziente scoliotico.
Il ruolo della cinesiterapia è di insegnare comportamenti
corretti, migliorare funzioni neuromotorie e sviluppare
qualità fisiche utili al paziente scoliotico.
I dati della ricerca scientifica hanno evidenziato le disfunzioni
presenti nell’organismo del paziente scoliotico: a livello
neuromotorio, biomeccanico, organico e psicologico. Dalla conoscenza di
tali disfunzioni è possibile ricavare gli obiettivi
terapeutici verso i quali dobbiamo indirizzare gli esercizi di
cinesiterapia.(1)
E’ stato dimostrato (2) che questo approccio cinesiterapico,
indirizzato a migliorare la stabilità della colonna,
consente in molti casi di arrestare o frenare l’evoluzione di
una scoliosi minore in periodo di accrescimento.
(1)
Negrini An., Verzini N., Parzini S., Negrini Al., Negrini S.: Ruolo
della Cinesiterapia nel trattamento della scoliosi idiopatica
adolescenziale minore: revisione della letteratura, Europa
MedicoPhysica, vol.37, n. 33, 2001, 181 - 190
(2) Mollon e Rodot: Les
scolioses structurales mineurs et Kinésitérapie.
Kinésitérapie Scientifique, 244:47-56,1986.
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Ci sono delle prove
che dimostrano l’efficacia della cinesiterapia nella cura
della scoliosi?
Mollon e Rodot,
presso
il Centre de Massues di Lione (diretto da P. Stagnara), hanno
dimostrato l’efficacia della cinesiterapia nel trattamento
della scoliosi minore, mediante una ricerca retrospettiva
intercentrica, con gruppi di controllo. L’elaborazione
statistica dei dati è stata effettuata da M. Duval
Beaupère. Una parte dei dati della ricerca sono stati
raccolti dal Centro Scoliosi di Vigevano. I risultati sono stati
presentati al Congresso Internazionale “Scoliosi e
Riabilitazione: esperienze a confronto”, organizzato dalla
Fondazione Don Gnocchi nel 1985 a Milano, e sono stati pubblicati dalla
rivista francese Kinésithérapie Scientifique (1).
La statistica comprende 210 scoliosi strutturate minori inferiori a 33
gradi, con un’età media di 10 anni e 8 mesi al
primo esame radiografico e 15 anni e 4 mesi all’ultimo esame.
Un gruppo di 160 soggetti ha praticato regolarmente cinesiterapia, un
gruppo di 50 non ha fatto rieducazione. Nel gruppo che ha fatto
cinesiterapia è stata rilevata un’evoluzione
sfavorevole (più di 3°) del 30%, nel gruppo senza
rieducazione dell’80%. La statistica ha dimostrato che la
cinesiterapia può frenare e in molti casi arrestare
l’evoluzione di una scoliosi minore.
I risultati di questa ricerca sono stati di recente confermati da
Ducongé alla Clinique Vialar di Lione, con un numero doppio
di casi controllati(2), e da una indagine prospettica condotta secondo
le norme della Evidence Based Medicine di Cochrane da Weiss, presso la
Clinica di Sobernheim (Germania) (3).
(1)
Mollon G, Rodot JC: Les scolioses structurales mineurs et
Kinésithérapie.
Kinésithérapie Scientifique, 244:47-56, 1986.
(2)
Ducongé P: La réeducation de la scoliose: mythe
ou réalité? Résonances
Européennes du Rachis 31:1229-1236; 2002.
(3)
Weiss HR, Weiss G, Petermann F: Incidence of curvature progression in
idiopathic scoliosis patients treated with scoliosis in-patient
rehabilitation (SIR): an age- and sex- matched controlled study.
Pediatric Rehabilitation, Accepted for publication: January 2003.
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Ci sono numerosi
metodi che affermano di correggere le scoliosi. E’ vero?
Nel
secolo scorso abbiamo assistito ad un continuo fiorire di metodi per la
cura della scoliosi (Klapp, Niederhoff, Schroth,
Mézières, Souchard, Sohier, ecc.). Secondo
Stagnara (1), uno dei più eminenti studiosi della scoliosi,
le lacune principali erano, e lo sono ancora oggi:
-
la pretesa di correggere la scoliosi
-
l’impiego di esercizi esclusivi sulla base di ipotesi
eziologiche mai provate
-
il rifiuto della verifica dei risultati.
Così
sovente
i pazienti con scoliosi evolutive arrivano all’osservazione
del medico specialista, quando la malattia ha ormai provocato danni
irreparabili. La conseguenza logica di tutto questo è stato
il discredito della cinesiterapia presso gran parte del mondo
scientifico. Questo non significa che “i metodi”
sono dannosi o inutili, ma che dai vari metodi occorre saper scegliere
gli esercizi che realizzano gli obiettivi terapeutici utili per il
paziente scoliotico.
(1)Stagnara
P. – Les déformations du rachis, Masson Ed. Paris,
1978.
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| Esercizi indicati e controindicati nel
trattamento della scoliosi. |
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Che cos'è
l'autocorrezione?
L’autocorrezione
è l’elemento fondamentale della terapia: essa
consiste in movimenti precisi e ben localizzati per correggere
volontariamente la curva scoliotica sui tre piani dello spazio
(deflessione + derotazione + ricostruzione delle curve sul piano
sagittale)(1). Obbiettivo dell’autocorrezione, è
la riorganizzazione di un processo a livello neurologico che consente
di realizzare uno “schema neuromotorio il più
corretto possibile” e non solo la ricerca di una correzione
meccanica. Elemento fondamentale non è più quindi
“l’esercizio che corregge”, come avviene
nelle metodiche meccanicistiche, ma “il paziente che si
corregge”. La cinesiterapia diventa così
educazione psicomotoria che si propone di normalizzare la colonna
vertebrale del soggetto, mediante posture corrette applicabili ai gesti
e alle attività della vita quotidiana (2). In questo modo la
colonna di un soggetto che ha appreso “gli schemi motori
corretti” durante le sedute di cinesiterapia, risponde alle
sollecitazioni di carico e di squilibrio delle attività
motorie, con reazioni riflesse di tipo correttivo, anziché
deformante.
(1)
Negrini An., Verzini N., Parzini S., Negrini Al., Negrini S.: Ruolo
della Cinesiterapia nel trattamento della scoliosi idiopatica
adolescenziale minore: revisione della letteratura, Europa
MedicoPhysica, vol.37, n. 33, 2001, 181 - 190
(2)Stagnara P., Les
déformations du rachis, Masson Ed., Paris, 1979.
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Perché
sono utili gli esercizi che sviluppano la stabilità della
colonna e le reazioni di equilibrio?
Nachemson
e Sahalstrand (1), in un fondamentale studio sui fattori eziologici
della scoliosi, affermano che nei pazienti con scoliosi iniziali,
quando la stabilità della colonna non è buona e i
meccanismi posturali sono alterati in modo intenso, ci sarà
una progressione, accentuata nel periodo della spinta puberale; in
altri, invece, quando la stabilità è migliore, si
ha una neutralizzazione dei deficit posturali e di conseguenza una
curva stazionaria.
Stagnara (2) afferma: “Poiché è stato
dimostrato che i deficit dell’equilibrio sono una delle cause
della scoliosi, è giusto indirizzare la cinesiterapia in
questo senso”.
(1)Nachenson
A. e Sahalstrand T.: Etiologic factors in adolescent idiopathic
scoliosis. Spine,2:176-184,1977
(2)Stagnara P. Les
déformations du rachis, Masson Ed., Paris, 1979
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Perché
sono indicati gli esercizi che sviluppano la forza dei muscoli
antigravitari?
Duval
– Beaupère (1) e Patwardan (2) hanno dimostrato i
vantaggi per la colonna scoliotica di una riduzione del cedimento
posturale in carico, tramite il rafforzamento dei muscoli antigravitari
del tronco.
Panjabi e Abumi (3) hanno dimostrato che la colonna vertebrale
scoliotica è più instabile rispetto ad una
colonna normale e che, per mantenere la posizione verticale, richiede
una maggior forza della muscolatura di sostegno. Per il paziente
scoliotico sono quindi particolarmente indicati gli esercizi statici
che sviluppano la forza tonica della muscolatura antigravitaria del
tronco, eseguiti in autocorrezione.
(1)
Duval-Beaupère
G, Lespargot A, Brossiord A. Flexibility of scoliosis: What does it
mean? Spine 1985;10:428-32.
(2) Patwardhan
AG, Bunch WH, Meade KP. A biomechanical analog of curve progression and
orthotic stabilization in idiopathic scoliosis. J Biomech
1986;19:103-17.
(3) Panjabi M, Abumi K. Spinal
stability and intersegmental muscle forces: a biomechanical model.
Spine 1989;14:194-200.
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Quali sono gli esercizi
controindicati sul piano sagittale?
Perdriolle
(1) ha dimostrato che nelle scoliosi dorsali e dorso lombari la
deformazione sul piano sagittale evolve in estensione, mentre Graf (2)
afferma che nelle scoliosi lombari la deformazione evolve
posteriormente, determinando un’azione cifotizzante del
rachide lombare.
Per il paziente scoliotico sono quindi indicati gli esercizi e le
posture che recuperano le curve fisiologiche sul piano sagittale. Sono
invece controindicati per le scoliosi dorsali e dorso lombari gli
esercizi in estensione, e per le scoliosi lombari gli esercizi
cifotizzanti del tratto lombare.
(1)Perdriolle R. La Scoliose:
Son Etude Tridimensionnelle. Paris: Maloine, 1979.
(2)Graf
H. La dérotation de la colonne vertébrale est le
principale objectif du traitement. In: Proceedings of the 1st
International Symposium on 3-D Scoliotic Deformities.
Montréal: Gustav Fisher Verlag, 1992:356-8.
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Quando sono dannosi e
quando sono indicati gli esercizi che aumentano la
flessibilità della colonna?
Perdriolle
(1) ha dimostrato che l’ampiezza di movimento della curva
scoliotica è di gran lunga maggiore nel senso della
correzione rispetto al senso dell’aggravamento, e che tale
mobilità all’apice della curva aumenta con
l’aggravamento della scoliosi, confermando così
l’intuizione di Stagnara (2) quando ammoniva i terapisti,
affermando:”Non mobilizzate mai una curva scoliotica senza
assicurare nel tempo il mantenimento della riduzione; in caso
contrario, una maggiore mobilità favorisce
l’aggravamento della curva”. Da queste conoscenze
appare evidente che nel trattamento della scoliosi senza corsetto sono
dannosi gli esercizi che sviluppano una maggiore
flessibilità del rachide , perché favoriscono
l’aggravamento. All’opposto, gli esercizi
mobilizzanti sono particolarmente indicati in preparazione ad un busto
e nel periodo in cui il corsetto viene indossato a tempo pieno.
(1)Perdriolle
R. La Scoliose: Son Etude Tridimensionnelle. Paris: Maloine, 1979.
(2)Stagnara
P. Déviation latérales du rachis: scolioses
structurales. Enc. Med. Chir., Appareil Locomoteur, 15865 G10, 1974.
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Quali sono gli
obiettivi della cinesiterapia nel trattamento con il corsetto?
In
corsetto la correzione posturale e la stabilità vertebrale
sono realizzati dall’ortesi. Tuttavia, la cinesiterapia(1)
è ugualmente importante per conseguire i seguenti obiettivi:
- la massima flessibilità della colonna nel periodo di
preparazione al busto e nel periodo di indossamento del busto a tempo
pieno, impiegando esercizi che sviluppano la massima
mobilità del rachide; questo obiettivo consente di ottenere
la migliore correzione e un ottimo modellamento delle deformazioni ad
opera del busto; - lo sviluppo del tono-trofismo muscolare per evitare
i danni dell’apparecchio, impiegando esercizi che rafforzano
i muscoli addominali e dorsali; - il massimo modellamento possibile
delle gibbosità, impiegando esercizi cifotizzanti. Durante
il periodo di indossamento del busto è molto importante
praticare attività motorie ricreative e sportive: con il
busto, nel periodo di utilizzo dell’ortesi a tempo pieno;
senza busto, quando il corsetto è indossato a tempo parziale.
(1) Negrini An., Verzini N.,
Parzini S., Negrini Al., Negrini S.: Ruolo della Cinesiterapia nel
trattamento della scoliosi idiopatica adolescenziale minore: revisione
della letteratura, Europa MedicoPhysica, vol.37, n. 33, 2001, 181 - 190
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2004 - © Centro
scoliosi e
patologie vertebrali
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